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Attività di monitoraggio e precursori di evento

Lo scopo principale della stesura del piano di emergenza è ridurre le conseguenze di un evento descritto in uno scenario, applicando un modello d’intervento fondato sulle risorse umane e strumentali in possesso di un comune.
In alcuni casi le attività di contrasto possono essere intraprese prima che gli eventi accadano: sono le attività di previsione e prevenzione introdotte dalla legge 225/1992 e definite in modo operativo nella Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 27/02/2004. Queste attività sono sviluppate in due fasi:

  • Previsionale, costituita dalla valutazione della situazione meteorologica, idrogeologica ed idraulica attesa, nonché degli effetti al suolo che tale situazione può determinare;
  • Monitoraggio e sorveglianza, articolata in:
    • Osservazione diretta e strumentale dell’evento in atto.
    • Previsione a breve degli effetti mediante modelli previsionali meteo-idrologico-idraulici.

Le precedenti fasi attivano:

  • la fase di previsione del rischio dettagliata nei programmi di previsione e prevenzione;
  • la fase di gestione dell’emergenza dettagliata nei piani di emergenza.

Un importante riferimento a livello regionale a supporto delle Autorità di protezione civile nella fase di previsione e prevenzione è costituito dai Centri Funzionali Decentrati.
Per “precursore di un evento” si intende un fenomeno, ad esempio uno stato meteorologico, che normalmente, o molto probabilmente, prelude al verificarsi dello scenario di rischio. In caso di fenomeni noti e quantificabili (tipicamente fenomeni di tipo idraulico ed idrogeologico),è possibile disporre una connessione diretta tra i dati forniti dalle reti di monitoraggio (ad es. valori di soglia) e i livelli di attivazione del modello di intervento. In caso di fenomeni non quantificabili, e/o di rapido impatto (ad es. incidenti industriali, fenomeni sismici) o non noti, i tempi per la fase di preannuncio sono troppo ristretti o inesistenti, e quindi la risposta del Piano consiste nella predisposizione di procedure di emergenza dedicate all’organizzazione delle operazioni di soccorso. Pertanto, quando inizia un evento meteorologico, il monitoraggio idro-pluviometrico e ambientale(pluviometri, idrometri, nivometri, anemometri e termometri), le reti di trasmissione dei dati, sono alcuni degli strumenti della rete di monitoraggio attraverso cui è possibile seguire il corso dei fenomeni atmosferici e dei loro effetti al suolo in tempo reale, in modo da poterne descrivere l’andamento e la possibile evoluzione futura.

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